Cammino Di Oropa

Santuario Oropa

Mancava poco più di un mese alla nostra partenza per il Cammino Francese da SJPDP. Dovevamo fare, io e Tommaso, qualcosa che mettesse alla prova la nostra preparazione. Uscivamo tutti i giorni e percorrevamo chilometri, ma erano per lo più pianeggianti – anche se a andature sostenute – e comunque con poche salite.
Cosa fare, quindi? Attorno a noi, tanti cammini e percorsi… ma camminare non basta: ci vuole qualcosa che trasporti anche l’anima.
Oropa! Perché no?

Salite interessanti, 65 km da percorrere in tre giorni, ospitalità egregia, percorso ben tracciato… allora si fa!
Ma quale scegliere? C’è quello canavesano, quello valdostano, quello che parte da Arona lungo la Via di San Carlo…
Quello della Serra! Perfetto! Sì, quello!

Partiamo il 21 aprile, giorno del compleanno della mia mamma, prendendo un treno verso Santhià. Da lì comincia l’avventura, percorrendo un tratto della Via Francigena. Ritiriamo le credenziali e iniziamo il cammino in una giornata soleggiata, con un cielo terso!

Nel primo tratto pianeggiante cominciamo a scorgere le montagne biellesi di fronte a noi… c’è ancora tanta neve. Fa un po’ fresco, ma con il salire del sole sono sicuro che farà caldo.

La pianura piemontese di questa zona è fantastica. Guardando verso Torino, riusciamo a intravedere la cima del Monviso, che svetta nel cielo e sembra voler toccare le rare nuvole appoggiate ai suoi pendii.
Continuiamo a camminare senza incontrare anima viva: sono solo le 8:30 del mattino. Nessun pellegrino sulla nostra strada.
Il primo obiettivo è Cavaglià, e a seguire Roppolo, passando dalla Casa del Movimento Lento, che organizza, gestisce e traccia il cammino.

Superato il Castello di Roppolo, arriviamo alla Panchina Gigante e incontriamo famiglie con bambini che trascorrono il pomeriggio all’aria aperta.
Spettacolare l’attraversamento di un cervo nel Bosco degli Elfi… ci avevano avvisato che avremmo potuto incontrare cervi, cerbiatti, volpi e altri animali.

Attenzione ai “moschitos”!!! Cosa sono? Chissà… il loro incontro è stato particolare e difficile da spiegare.
In pratica sono moscerini che si adagiano sulle felci e sul fogliame del sottobosco e, al tuo passaggio, si sollevano tutti insieme: sembra di sentire uno scricchiolio.
Ti fermi e non senti nulla… riparti, e li risenti.

Continuiamo il nostro cammino, con meta Magnano Biellese. Comincia a piovere, ma ormai siamo arrivati.
Passiamo accanto al Monastero di Bose e, dopo una salita molto interessante dietro alla chiesa, raggiungiamo finalmente la nostra dimora per la notte.

Domattina ci aspetta il Santuario di Graglia.
Cena veloce e poi subito a nanna… oggi abbiamo camminato per 29 km.

Sono le 6 del mattino e apriamo la finestra della nostra camera. Il cielo è grigio, piove, e scappa qualche fiocco di neve.
Va bene così, abbiamo l’occorrente per affrontare la pioggia.
Colazione, zaini in spalla… e si parte!

Il Santuario di Graglia ci ospiterà per la prossima notte. La foresteria è situata nella parte dove risiedono le suore, proprio sopra al bar-ristorante dove ceneremo con il “menù del pellegrino”.
In questo santuario ritroveremo la Madonna Nera, che però non è la stessa venerata al Santuario di Oropa.

Dovremo percorrere circa 21 km, con un dislivello positivo di 800 metri e uno negativo di 300.
Attraverseremo alcuni paesini e sono sicuro che incontreremo paesaggi e percorsi fantastici!

Si riparte!
Ultima tappa: dal Santuario di Graglia ci dirigeremo verso Oropa.

Ha piovuto tutto il giorno ieri e per tutta la notte, quindi saremo costretti a seguire il percorso della tranvia, saltando il sentiero S1.
Troppo pericoloso: i guadi non sono praticabili e ci sono frane lungo il tracciato.

Sarà comunque stupendo…
Ci vediamo su!!!
Ultreya!